IMT e FTGM insieme per la ricerca

Firmato un accordo per potenziare studi e didattica nelle neuroscienze, in biomedicina e bioingegneria

Insieme alla Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, la scuola IMT Alti Studi di Lucca mira a potenziare l'attività di ricerca nell'ambito delle neuroscienze, della biomedicina e della bioingegneria: la scuola e la Fondazione hanno firmato un'importante convenzione, la prima per IMT con un ente inquadrato nel Sistema Sanitario Nazionale, che dà il via ufficiale alla collaborazione tra le due istituzioni.

Si darà dunque vita a nuovesinergie nell'ambito della ricerca e della formazione. Le diverse attività sperimentali sviluppate alla Scuola IMT, dalle neuroscienze all'ingegneria, passando per i settori dell'informatica, del data management e dello sviluppo delle reti, avranno così modo di essere applicate in ambito clinico, grazie anche alle strutture e strumentazioni medicali di cui la Fondazione è in possesso e che saranno messe a disposizione dei ricercatori di Imt. La convenzione faciliterà anche la formazione di ricercatori specializzati.

“Oggi per noi è un giorno molto lieto perché firmiamo la nostra prima convenzione – dice il direttore di Imt Pietro Pietrini – Ringrazio di cuore il lavoro del qui presente direttore della Fondazione Luciano Ciucci e del suo team di docenti e ricercatori. Con questa convenzione - continua – la scuola Imt intende aprirsi in modo di avere uno scambio biunivoco con una fondazione che rappresenta un’eccellenza nella ricerca e nel campo biomedico, un campo che da tempo interessa molto alla nostra scuola. Sono felice - conclude - che una struttura così di rilievo con tanti specialisti e ricercatori conosciuti in tutto il mondo sia vicina alla nostra scuola”.
“Sono sinceramente contento di questa convenzione – dice Luciano Ciucci – e sono doppiamente felice perché anche io sono lucchese. La collaborazione con Imt per noi è un motivo di grande orgoglio, va avanti ormai da tempo ma consolidarla con questa convenzione per noi è molto importante. Oggi – continua – chi vuol far buona ricerca deve essere aperto, le collaborazioni tra più enti sono molto importanti. I giovani sono il futuro del nostro paese e per questo abbiamo il dovere di fargli crescere”.