Telemedicina: Arezzo e Bibbiena nella rete neonatale cardiologica

Liberamente estratto dagli articoli del 12 aprile 2016 di La Nazione, Corriere Arezzo e informArezzo:

 collegamento in telemedicina neonataleLa Fondazione Toscana G. Monasterio, nel 2014, con il supporto dell'associazione Lions del Distretto 108La della Toscana nell'ambito del service e l'approvazione della Regione Toscana ha fatto partire il progetto "Arriviamo al cuore di tutti" da cui lo sviluppo di una rete regionale di telemedicina per le malformazioni cardiache congenite utilizzabile, potenzialmente, anche per altre patologie.

Stamani l’inaugurazione delle due postazioni donate agli ospedali di Bibbiena e di Arezzo, da dove è stata dimostrata in diretta l’utilità di eseguire una ecografia cardiologica su un neonato con sospetta malformazione, ed avere un consulto immediato e uno scambio di informazioni e indicazioni dagli specialisti dell’”ospedale del Cuore “ di Massa.

Basato sull'impiego di apparati di videoconferenza, integrati da ausili tecnologici specificamente sviluppati dai ricercatori della Fondazione Monasterio e del Cnr,  per la documentazione e la registrazione delle immagini, il progetto ha messo a disposizione dei centri collegati le competenze di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica della Fondazione a Massa, finalizzate alla valutazione della presenza e rilevanza e al monitoraggio delle malformazioni cardiache in utero e in ambito neonatale e pediatrico. Il progetto fonda sull'esperienza internazionale e quasi decennale della Fondazione Monasterio che dal 2008 ha operato in prevalenza nell'area balcanica (telemedicina FTGM).

I COMMENTI DEI PROTAGONISTI

“Quella che inizia oggi ad Arezzo e Bibbiena  – ha commentato Enrico Desideri  direttore dell’asl Toscana Sud Est – è una attività che va incrementata ed estesa a molti più ospedali. Punta a cogliere la diagnosi di patologie che riguardano una minoranza (7-8 su 1000), minoranza che però non può essere sottovalutata ma ci deve spingere a fare sempre di più.”.

Gli fa eco  Luciano Ciucci (direttore della Fondazione Monasterio) che ricostruisce la genesi del progetto e sottolinea come “con questo sistema si possono formare persone a distanza e collaborare nella cura di un neonato che manifesta un bisogno immediato. Questo è un sistema per oggi, non per il futuro, perché l’attuale tecnologia lo consente: quindi l’obiettivo è che ci sia almeno un ospedale per provincia che consenta questo collegamento, e vedo anche la necessità che nella rete ci sia anche il Meyer”

Nutrita la presenza di governatori della Tioscana dei Lions, sia ad Arezzo che a Bibbiena. Gianluca Rocchi ha annunciato che   “dalle 10 postazioni pensate originariamente arriveremo nel giro di breve tempo a 18-19 postazione, includendo anche il Meyer”.

Ci sono pochissime ore di tempo per prendere decisioni sulle patologie cardiache dei neonati. “Il teleconsulto – ha spiegato Marco  Martini, direttore della pediatria del San Donato - è necessario a rafforzare una diagnosi: è un supporto scientifico e morale importantissimo. Lo stesso per il controllo di bambini che sono già stati precedentemente sottoposti ad intervento chirurgico cardiologico (per esempio a Massa) e che possono essere così controllati da Arezzo senza spostarsi, in teleconsulto con i medici di Massa che hanno eseguito l’intervento”.

Per Leonardo Bolognese, direttore del dipartimento cardiovascolare e neurologico,  la Telemedicina “è essenziale per il trattamento di malattie rare, specialmente se queste vengono trattate esclusivamente da 1 o 2 centri per regione. Ovviamente tutto questo deve valere 24 ore su 24: questa è un’ottima iniziativa, che va incentivata.”