Assegnazione del premio “Vera Srebot”

Il 4 novembre alle ore 15 presso l'Auditorium dell'Area di Ricerca CNR, San Cataldo, via G. Moruzzi 1 a Pisa verranno consegnati i Premi di Studio intitolati a Vera Srebot che la Fondazione "Vera nel cuore o.n.l.u.s.", la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio e l'ASL 5 hanno bandito nel luglio scorso un concorso per l'assegnazione del premio "Vera Srebot" per giovani medici interessati ad un progetto di ricerca in ambito sperimentale o clinico nel settore della Cardiologia. Amicizia, impegno, cura, amore, rigore, speranza, tenacia, dolcezza, alcuni tra i colori dell'anima di Vera Srebot che ha illuminato chiunque le sia stato vicino. Negli affetti familiari, nell'amore dello studio, dello sport, della vita, nell'impegno nei confronti degli altri, nella voglia di conoscere e di apprendere, come nel modo con cui ha affrontato la malattia, con coraggio ed intelligenza, Vera è stata una persona speciale.
I candidati premiati, Marco Cameli, Alessandro Valleggi e Iacopo Fabiani e coloro che hanno meritato una menzione, Luigi Emilio Pastormerlo, Giuseppe Vergaro, Francesca Menichetti, Claudia Camaioni tutti giovani Laureati in Medicina e Chirurgia, Specialisti in Malattie dell'Apparato Cardiovascolare, hanno elaborato autonomamente un progetto di ricerca sperimentale o clinica. Ogni candidato ha presentato la sua storia personale ed il suo curriculum di studi, chiarendo i motivi della sua scelta professionale, di medico e di cardiologo, e narrando i suoi interessi in ambito culturale e sociale. La commissione (Rita Mariotti, Stefano Giaconi, Massimo Srebot, Claudio Passino, Michele Emdin) ha individuato persone come Lei, che Lei avrebbe potuto scegliere per amico o amica, come compagno o compagna di lavoro.
Nelle parole dei genitori di Vera: "Un premio in nome di Vera, non può essere solo il giusto riconoscimento ad un progetto scientifico ma anche il premio ad un medico che unisce equilibratamente e con intelligenza la passione per la conoscenza al sostegno per il prossimo, al rispetto, all'onestà senza la quale ogni professione rischia di essere sterile e fine a se stessa ed addirittura pericolosa. Vera la ricordiamo così ed anche per l'entusiasmo ed il sacrificio dal quale scaturiva tutta la sua gioia di vivere e condividere le sue esperienze non solo lavorative ma anche culturali e sportive.".