Intervento Exit, operato durante la nascita

Estratto dall'articolo di Angela Maria Fruzzetti - La Nazione Massa-Carrara 14 luglio 2015

Eccezionale intervento a Montepepe, bimbo operato durante la nascita

I medici hanno usato il cordone ombelicale per la circolazione extracorporea

Nuova frontiera della chirurgia perinatale a Massa: Luca è salvo grazie all’equipe della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio e del Dipartimento materno infantile dell’Asl 1. Luca (nome di fantasia), stava morendo nel grembo materno alla 32esima settimana di gestazione. «Il feto presentava uno stato anasarcatico – ha spiegato il dottor Antonio Ragusa, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Asl 1 – e, dopo un consulto, si è deciso di farlo nascere con un intervento Exit». Più di venti specialisti tra ginecologi, chirurghi, ostetrici, neonatologi, anestesisti e infermieri erano presenti all’intervento ...

«In pochissimi centri si eseguono interventi Exit – va avanti il dottor Ragusa – e per noi è stato il primo. La tecnica prevede la possibilità di estrarre il feto con taglio cesareo per intervenire chirurgicamente ancor prima del distacco del cordone ombelicale. Possiamo dire che il bambino è nato a metà, essendo estratto in un primo momento solo con la testa e il torace. Il problema era quello di aspirare i liquidi presenti nei polmoni per consentirgli la respirazione. Durante l’intervento è stato mantenuto il collegamento con la placenta come una sorta di circolazione «extracorporea» che garantisce il fabbisogno di ossigeno consentendo a noi medici di operare in sicurezza. Solo quando il bambino è stato in grado di respirare autonomamente è stato possibile farlo nascere. Quello che riusciamo a fare credo sia una delle poche cose belle dell’umanità».

A parto avvenuto, il neonato è stato affidato all’assistenza del neonatologo Ugo Bottone , responsabile neonatologia della Ftgm : «Pesava 1 kg e 100 ed oggi, a due mesi dall’intervento e sempre sotto osservazione dell’equipe medica integrata, pesa oltre 3 chili ed ha una crescita perfettamente normale. In precedenza – ha affermato – un neonato in queste condizioni si sarebbe spento. Non ha avuto bisogno di rianimazione intensiva ma solo successivamente è stato intubato per stabilizzare la fase respiratoria. La nostra forza sta nell’integrazione, nella diagnosi precoce e nella possibilità di intervenire».

...