Opa - sala parto di 3° livello

Estratto dall'articolo di Chiara Sillicani - Il Tirreno Massa-Carrara 14 luglio 2015

L’Opa ce l’ha fatta: sala parto di 3° livello

Il punto nascita sarà dedicato a neonati cardiopatici o di madri cardiopatiche E da tre mesi per loro c’è già un ambulatorio congiunto di Asl e Fondazione

MASSA. Gli impegni si traducono in progetti.

 

... A rassicurare la Monasterio, un annetto fa, ci pensa la Regione: scende in campo e mette sul tavolo 10 milioni di euro per potenziare l’Opa. Potenziamento che si traduce in un progetto di collaborazione con la scuola San’Anna, in una ristrutturazione dello stabile di Montepepe. E - questo l’elemento clou - nella creazione, proprio all’interno di quello stabile, di un punto nascita di terzo livello. Sala per il parto naturale e il parto cesareo destinata a madri cardiopatiche e a mamme di bambini a cui, ancora nel pancione, è stata diagnosticata una patologia al cuore.

Adesso, azienda sanitaria e Fondazione Monasterio convocano una conferenza per dire che quella sala di terzo livello c’è, in fase di realizzazione e che il percorso di integrazione tra ostetricia e Opa non solo è in atto, ma ha pure portato i primi frutti. Ad annunciarlo è il dottor Antonio Ragusa, primario di ostretricia e ginecologia, affiancato dal suo vice, la dottoressa Alessandra Kemeny e da Cinzia Luzi, dirigente ostetrica. Ci sono - conferma di un impegno gomito a gomito - Luciano Ciucci, direttore della Monasterio e Ugo Bottone, responsabile di neonotalogia all’Opa. Sono gli uomini e le donne che hanno lavorato al progetto: «Stiamo costruendo la sala parto di terzo livello - annuncia il dottor Ragusa - e da tre mesi è operativo (nella sede di Montepepe) un ambulatorio congiunto per la diagnosi ostetrica e neonatale».

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Insomma, il primo passo importante previsto dal protocollo Regionale - è la sintesi del dottor Luciano Ciucci - è stato fatto: il punto nascita di 3° livello c’è. Una garanzia di potenziamento dell’Opa e una risposta alle 55 donne che in media, ogni anno, bussano alle porte di Montepepe e chiedono di poter partorire in un luogo in cui gli interventi al cuore siano routine. I casi di parti con cardiopatia quest’anno hanno già raggiunto, in sei mesi, quota 30.