FTGM mette la Talassemia in una Rete sempre più ampia

A Taranto il primo centro MIOT di Risonanza Magnetica della Puglia validato per la diagnosi e la cura dell'Anemia Mediterranea

Stimati circa 400 mila euro l’anno di risparmio per gli oltre 700 pazienti talassemici pugliesi

La rete scientifica sanitaria MIOT(Myocardial Iron Overload in Thalassemia), fondata nel 2006 e guidata dalla Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa nasce con dall'esigenza di combattere le complicanze cardiologiche nei pazienti con Anemia Mediterranea grazie alla collaborazione dei centri per la Talassemia con quelli di risonanza magnetica.

A Taranto è stato inaugurato il primo centro di Risonanza Magnetica in Puglia della rete MIOT  per la diagnosi e la cura dei soggetti affetti da Anemia Mediterranea. L'inaugurazione è avvenuta nell'ambito del VII MIOT meeting (programma) alla presenza del Sindaco di Taranto, dell'Assessore alla Sanità della Regione Puglia e della stampa. Il nuovo centro sito presso la struttura Complessa di Radiologia dell'Ospedale SS. Annunziata consentirà ai circa 700 pazienti talassemici residenti in Puglia, di cui 190 nella sola provincia di Taranto, di usufruire di un programma di diagnosi e di cura personalizzato senza doversi recare in strutture specializzate in altre regioni. Il potenziale risparmio del contenimento progressivo della spesa per i pazienti fuori regione è stimato in circa 400.000 euro/anno a cui vanno aggiunti i costi indiretti per le spese di viaggio ed i giorni lavorativi persi.

taranto miot 1

Per la maggior parte dei pazienti affetti da Anemia Mediterranea sono necessarie continue trasfusioni di sangue che hanno come effetto collaterale l'accumulo di ferro nel cuore e in altri organi come il fegato ed il pancreas con conseguenti complicanze quali anche problemi cardiaci (prima causa di morte delle persone affette da questa patologia). Fino a pochi anni fa la quantità del ferro nel cuore non poteva essere quantificata e quindi i farmaci specifici per la chelazione del ferro venivano somministrati sulla base di parametri indiretti quali la ferritina sierica, dimostratasi oggi non correlare con l'accumulo di ferro nel cuore. La rete scientifica sanitaria MIOT, fondata nel 2006, a cui ora ha aderito anche il SS. Annunziata di Taranto, ha invece sviluppato una tecnica di diagnosi (T2* multislice multiecho) - condivisa dai centri appartenenti al network - che attraverso la Risonanza Magnetica cardiaca è in grado di quantificare in modo non invasivo l'accumulo di ferro con la diretta conseguenza di poter curare in modo personalizzato i pazienti attraverso i farmaci chelanti del ferro.

"I soggetti con talassemia, mediamente necessitano di un esame di Risonanza Magnetica all'anno per la gestione della terapia ferro-chelante - afferma la dott.ssa Alessia Pepe, Responsabile scientifica e coordinatrice del progetto MIOT - Dai dati dello studio MIOT risulta invece che in Puglia, area ad alta prevalenza di patologia talassemica, c'è una difficoltà di accesso all'esame di Risonanza Magnetica specifico per valutare l'accumulo di ferro cardiaco ed epatico e negli ultimi 6 anni in media solo il 10% dei pazienti per anno ha effettuato questo controllo. Si tratta evidentemente di una situazione che potrà migliorare grazie al nuovo centro di Taranto. Ad oggi, infatti, nell'ambito della rete MIOT sono stati eseguiti in totale più di 5400 esami con 2500 pazienti arruolati (di cui 1285 donne e 150 in età pediatrica) che in molti casi hanno ridotto significativamente i chilometri da percorrere per accedere alle cure grazie alla presenza sul territorio dei centri del network".

"Il centro – afferma la dott.ssa Maria Chiara Resta, responsabile clinico scientifica per il MIOT nel reparto di radiologia dell'Ospedale SS. Annunciata di Taranto - è dotato di una apparecchiatura di Risonanza Magnetica AERA Siemens ad alto campo (1.5 T) con bobbina e software cardio-dedicati in grado di garantire una disponibilità di posti per almeno 18 pazienti/mese".

Il centro di Taranto va ad aggiungersi agli attuali 8 centri di Risonanza Magnetica in Italia che costituiscono la rete MIOT guidata dalla Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa: Ancona, Campobasso, Catania, Ferrara, Lamezia Terme, Palermo, Pisa e Roma. Questi centri garantiscono una disponibilità per più di 1000 esami per anno. Alla rete, cui possono fare riferimento i circa 6000 italiani affetti da Anemia Mediterranea, afferiscono 69 centri per la talassemia, di cui 9 in Puglia, compreso il centro di Microcitemia di Taranto sotto la responsabilità del dott. Angelo Peluso. Tali centri hanno deciso di condividere le proprie valutazioni clinico-strumentali in un data base centralizzato via web, che ad oggi viene riconosciuto come uno dei più ampi e strutturati a livello mondiale per la talassemia. Tutta l'operazione è avvenuta sotto il controllo etico della Fondazione Italiana Giambrone per la guarigione della Talassemia, ente Morale Onlus di associazione dei pazienti e della SITE (Società Italiana di Talassemia ed Emoglobinopatie).

Il MIOT network è supportato in modo no-profit da ApoPharma Inc e da Chiesi Farmaceutici S.P.A. che hanno sostenuto l'apertura del centro di Taranto.

La tecnica

L'Unità Complessa di RM della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio (MIOT cor lab) ha dapprima sviluppato la tecnica "multislice multiecho" che permette la quantificazione non invasiva dell'accumulo di ferro cardiaco su tutto il ventricolo sinistro con un approccio segmentale più sensibile nell'identificare stati di accumulo precoce a livello cardiaco ed ha quindi poi verificato la trasferibilità dell'approccio ai centri di Risonanza Magnetica della rete, attraverso un rigoroso processo di validazione su volontari sani e pazienti ed attraverso un periodico controllo di qualità dei centri attivati.

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