Omaggio di cuore all'OPA

Estratti dall'articolo di Aladino Landi del 14 aprile 2016 pubblicato su www.antenna3.tv

 

"Quando si parla dell’OPA tutti sono d’accordo ormai a parlare di eccellenza,  di un’azienda sanitaria di prim’ordine, anch’io credo che sia vero. Ma non ho certo le competenze tecniche per disquisirne..."

"Io invero però di una eccellenza posso e debbo parlare, perché l’ho vissuta direttamente, e come ogni semplice paziente sono stato in grado di percepirla. Mi riferisco all’eccellenza umana, al livello di umanità che nella struttura dell’OPA si  tocca con mano nel rapporto tra medico e paziente, fatto di attenzione, gentilezza, vicinanza."

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"Basti questo piccolo esempio che mi ha davvero colpito. Due giorni dopo l’intervento tecnicamente riuscito ero un po’ giù di corda, ma non tanto per problemi fisici, mi aveva preso la tristezza come forse accade in tali momenti post. Ebbene quando è entrato in camera l’infermiere per le cure, senza che proferissi alcunché, senza che nemmeno lo guardassi, senza che esprimessi un qualsiasi lamento, questi appena mi ha guardato mi ha detto con voce calma e rassicurante: Aladino, cosa c’è?.

Dio mio! Aveva percepito in un attimo il mio malessere, quello che avevo dentro, non quello esterno del  corpo. E il suo chiedere, il suo capire, il suo interesse che ho sentiti sinceri mi ha immediatamente rinfrancato. Un malato, un paziente ha bisogno di avere intorno sensibilità, è la cosa che più lo aiuta, senza ombra di dubbio.

In quell’infermiere, anche se forse era l’ultimo anello della catena medica, quella sensibilità c’era tutta, enorme, come ripeto esiste in tutta l’OPA, davvero quindi, testimonio io piccolo paziente, una grande eccellenza, per fortuna di tutti noi."