Gabriele Monasterio (1903-1972)

GM studio

"Facesti come quei che va di notte,
che porta lume dietro, e sé non giova,
ma dopo sé fa le persone dotte"

.................... Dante, Purgatorio, XXII,67

 

Nel 1965, nell'introduzione al rapporto sul primo decennio di attività della Clinica Medica di Pisa da lui diretta, Monasterio scriveva:
"Conciliare l'esigenza dell'unità della clinica con quella di una indagine scientifica razionale, di un insegnamento aggiornato e più efficace, e di una assistenza adeguata alle attuali possibilità di diagnosi e cura, è il problema più arduo che nel presente debba affrontare il clinico medico. Per conferire alla clinica, nella misura più larga e più valida, i carattere della scienza biologica, che le sono propri, consentendole di progredire al ritmo delle altre scienze, bisogna infatti cercare di ridurre la crescente lacuna che si è andata stabilendo tra essa e le scienze di base e tecnologiche."


Questo dice tutto del professor Monasterio come scienziato: questo è il messaggio fondamentale, la chiave del fascino che Gabriele Monasterio ha esercitato su tante generazioni di medici e di studenti. L'esigenza dell'unità della clinica, il richiamo all'unità del problema del malato che non può essere frammentato nei suoi organi e nelle sue patologie, ma nello stesso tempo la necessità di conciliare questo con l'esigenza di un'indagine scientifica razionale, che non può che essere specializzata, che non può non vedere separatamente i singoli organi e le singole funzioni.
"L'insegnamento aggiornato ed efficace": è stato questo una delle costanti più belle e più importanti dell'attività di Gabriele Monasterio , che egli perseguiva con la più grande determinazione, insieme allo sviluppo della qualità della assistenza ed alla evoluzione dei mezzi di diagnosi e di cura.
Questa necessità di non fermarsi, di adeguare continuamente diagnosi e cura alla evoluzione del processo scientifico, è stata per un'altra molla perenne nell'attività di Monasterio. Ma per noi giovani uno degli aspetti più affascinanti della sua personalità , fu anche la sua capacità di farci vedere la clinica come una scienza biologica, di ricondurla alla misura della biologia dei sistemi viventi, senza mai dimenticare che in questo sistema biologica si innesta l'uomo con tutta la sua complessità psicologica, morale, sociale.

Da L.Donato: Ricordo di Gabriele Monasterio, 1987